Bimbi Morti

ah, l'infanzia acheropida...

Nov 14


Nov 7

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(via lazyeveryday)


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NOSTàLGIA

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Nov 6

prendi quello delle 6

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(via unoetrino)


nascerΠsciara

Nascere. Venire al mondo. Chiudere gli occhi sul mondo. Un’esperienza onirica, con o senza il dubbio la si potrebbe vedersela così:

Grande vagina (inscrivibile in losanga, si vous plait) si affaccia sul mondo, nemmanco a dirlo, sorride. Digrigna. Mostra i denti urla e ti sgracchia.

Nel salivare che s’andava facendo sozzò d’un ettero pantano, cristallino. Deh: semietterno, dacché s’ave netti confini, ma piano piano di quei piani coi puntini che tra loro non c’è mai spazio voto, tutto pieno di punti che a passarseli tutti non bastano gli alfabeti (nemmanco gli ideogrammi cinesi, stolti retrò pesatori di concetti pur troppi luminosi per le palpebre vostri, cinesi). Sozza, spurga, spruzzia. E nel pant-ano (riflesso vulvica, so: buco di buco, oh Lucio, ti sbucio) gemina narcìsiter feti globulari pendenti come piccole gioy, dolci, mbratti tarzanelli. Il piano s’increspa, i colpi si effondono, i corpi si mondano, i punti si perdono assieme a tutte le parole alluse del mondo, dolci elusioni. E fu così, penso, che l’emulsione del parto sconfisse la perfezione geometrica e le donne ne seppero davvero una di più, dacché iddiabbolo cercando puntini da unire in ghirigori contorti non trovava soluzione. E pure tutto era già umido! :O

Quindi cadono come raggi di pacchio, sorta di catasterismo retroverso.

Alcuni vanno a nascere nel pelago profondo di equidistanza e cecità, altri una pocanza viciniore alle litora, altri sul bordo della piscina e gli ultimi tra lo scivoloso livido di muffa pavimento ed il muro ruvidazzurrino: tutti ennesi.

Ora, tu che stai leggendo sei di quei cresciuti coi piedi umidi di rogna (l’acqua ristagna sempre a Portopalo) e le gote umide di vitalistiche mozioni. C’hai votati a tutti sì e quando l’angelo è passato t’ha lasciato bello e forte che fatto c’hai pagare pure il ticket. So leggi di gusto, apprezzi coi prezzi degli altri e sogni di mille calori, tutti profumati. Ti si direbbe àncora, ma io ti vedo come scoglio, ti si sguarda comu un faro nella notte dei miopi nuotatori. Mi piaci e non mi piaci, perché il tuo sudore sa diverso, di sgorga dal dorso se insdauri un disgorso sguardando dall’aldo. Dal basso mi pari un immenso, dacché sei emerso. Emerso non come uno che si è emerso, ma come uno che è stato emerso, non il so se son chiar. A te, quando che t’hanno messo al mondo, ti hanno emerso sul bordo. Tu non ti mendi. Non ne hai bisogno, ma sogni soltanto e gusti e sorridi e leggi e poi ti dimenti.[1]

E sotto ti s’invidia il culo asciutto nel mentre ci si ripassa da un punto all’altro, lentissime e pudicissime e (s)pregiudicatissime tartarughe ma marine. Tu ci hai già pregiudicato, sei di quei che c’hanno insegnato la geometria quel tanto che basti per non buttarsi a mare. Ma le frecce, quelle le lanci che non avere tempo una certa pocanza ti si conviene. Ti si confà, sta bene. Tivibbì e non tivibbì lo stesso. Forse più bi che sogno. In ogni caso un freudolento bi-sogno.

So ricapitolando che oranau c’è confusione: tu stai coi piedi ammollo a bordovasca, irto di rahssegnazione che il sole ti sbacia tutto tutto. E leggi. Perché sei buono e bello e naturaliter e anco un bittino for-tu-nato, so: egocentrico. Ed io annaspo col braccino sul bordo mentre scrivo. Attorno c’ho certi timorati da lo signore che si sguardano tutti e cercano di levarsi uno sull’altro e si affondano l’uno collardo, tutte teste idrofile. E che scrivo te l’ho detto? No, perché quei, col braccino lì, scrivono, no perché sono io, ma scrivo. Un po’ bruttin, livido d’acqua, tumefatto, parti travagliati, labbri spaccati. Quelli ammollo che vogliono uscire son tali. Zombano come etterni non morti e, infatti, tra un istante e l’altro non c’è niente, niente! Però poi vengono fuori. A scatti. Ta ta ta ta ta ta ta si levan len levano ta ta ta ta ta ta puntano i piedi con aria di sfid sfida ta ta ta ta ta ta ta ta geometriaaaa ta ta ta ta ta le le cocose soson di di di di ta ta ta ta ta verse. So so si retroflettono appena e pure si scorgono sporti sul pelo sul pelo dell’acqua - orrida desideranda vagina! - e vedeno uno splendido volto. Questo son quest. Joy. Vediamo quanto dura questo suuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu



[1] de arte essendi una palola: -a lungo ablativus de qualitate, ;)


Ott 27

Ott 24

Ott 21
virginiamori:

vitamina C

virginiamori:

vitamina C

(via biancanadir)


Ott 18

(via decorsolento)



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